martedì 2 aprile 2013

Monte Robinet - 2679 m- Val Sangone Parete Sud- 300m 4.3 E3

15/02/2013
Partito per tentare i Loson da Sud, mi sono trovato davanti questo versante del Robinet dove la neve non attacca mai, quasi tutto imbiancato, perchè non andare in espolrazione allora?!Ne è venuta fuori una bella salita e una bella discesa, nel complesso non banale e sempre piacevole da surfare/sciare!!!

lunedì 11 marzo 2013

Colletto Porta Sarasina-Uia-Canale Nord "My Girls" 4.1/E1/II


 09/03/2013
A volte le cose più belle nascono per caso.  E così un normale fine settimana diventa un qualcosa di importante: una chiacchierata per telefono, una sciata lontano da tutto, il sorriso di una bimbetta e ti trovi la domenica sera felice.
Due parole: esplorazione e avventura. Sono forse le mie parole preferite, normalmente per l’alpinista o lo sci alpinista si devono però collegare al un luogo o  ad una regione, spesso esotica o se non possibile devono essere seguite dal nome di celebri massicci montuosi che vanno dalle tonalità del rosa a quelle del bianco…niente di tutto ciò, a me piace queste due parole provare ad unirle a luoghi vicino a casa,  perché per praticarla, l’ avventure e l’esporazione non serve allontanarsi troppo.
Una mezza giornata nella valle più vicino a Torino può essere sufficiente, basta volerlo.
Sono da poco passate le 6 di mattina e sono in un bel bosco di faggi con la splitboard nei piedi, non son mai passato di qui, in pochi passano di qui, in inverno forse nessuno, sono distante forse solo un chilometro in linea d’aria da strade battute da ondate di sci alpinisti e ciaspolatori eppure qui il silenzio è totale, riesci a sentire la neve che cade dalle piante i rumori del bosco.
Sono da poco passate le 8, sono all’inizio di questo Vallone che nessuno ha mai avuto voglia di risalire (o se qualcuno lo ha percorso non ha mai avuto voglia di dirlo). Lo percorro, andando veloce ma non troppo, non ho tutta questa fretta e neppure tutto sto fiato.
Sono le 9 inizio a risalire il canale che mi porta al colle, carico lo snowboard sullo zaino, la neve e profonda, fino alla pancia, il pendio è ripido, il respiro si fa più affannato, si sta bene qui.
Sono le 10.30 in fondo al vallone mi sono fermato, c’era una radura enorme al limite del bosco, gli abeti erano verdissimi e il cielo era azzurro. Ho tolto la tavola. Non c’era nessun rumore. C’era un silenzio assoluto, quel silenzio che senti solo quando sei in montagna da solo, quel silenzio che sembra aver al suo interno un ronzio. Sono rimasto li qualche minuto ho guardato il pendio sceso, ho guardato le montagne, mi è venuto da sorridere, ho pensato a tante cose in poco tempo, alcune belle altre brutte, ero contento. Ero a posto a Km 0.

lunedì 21 gennaio 2013

Corbassera Canale Nord est 800 m 5.1/E3

20/01/2013


Dopo mesi si ritorna sul ripido il canale di punta Corbassera è facilmente visibile e individuabile sopra il lago di Ceresole che domina. L’itinerario è molto comodo dopo aver percorso 300 metri in piano si inizia a salire subito il conoide del canale. Giornata nebbiosa e atmosfera ovattata a creare un’atmosfera del tutto particolare. Il canale è notevole dalla fine del conoide alla punta sono ben 800 metri. Nella notte sono scesi circa 10 cm di neve in particolare nella parte alta del canale, proprio per questo dopo i primi 600 metri o preferito fare dietrofront e non affrontare l’imbuto finale (sarà per la prossima volta). Il canale si sale agevolmente con i ramponi, sotto la neve recente il fondo è duro, il canale è veramente bello contornato da rocce e con pendenze costanti sui 40°-45°.
Deciso di non salire l’ultimo tratto,  mi scavo veloce una piazzola per prepararmi, si chiudono gli attacchi e picca alla mano, via in discesa con curve divertenti su fondo perfettamente liscio e con una manciata di farina. Conoide un po’ slavinato ma tenendosi sulla destra si scende divertendosi su delle belle sponde.
Un ultimo sguardo al canale e un pensiero a chi non c’è più.

lunedì 19 novembre 2012

Rognosa del Sestrire Canale NW 4.1 E2

18//11/2012
Ieri bella salita e discesa con la splitboard dlla Rognosa del Sestriere partendo da Borgata con circa 1.500 metri di dislivello, le condizioni della neve in alta val Susa sono buone l'innevamento è abbondante a partire dai 1.800 metri, un bel fondo anche per le future nevicate. L'itinerario nello specifico è stato questo weekend abbastanza tritato lungo la via normale, la nostra idea era quella di scendere diretti dalla punta per il canale NW, ma la neve era a tratti scarsa e c'era un brutto accumulo all'ingresso siamo quindi scesi da poco sotto la punta lungo la normale entrando da un colletto a metà parete nord trovando un bel pendio in neve polverosa tutta da tracciare e proseguendo per altri valloncelli anche questi intonsi. Qualche accumulo qua e la da valutare con attenzione sui pendii più sostenuti.

venerdì 26 ottobre 2012

Nuova Via-Valle Orco-Parete dei Falchi-Waiting For the Sun 7b?/6b obb/140 m

21/10/2012


Nuova via in Valle dell’Orco iniziata in primavera e conclusa ad ottobre 2012. La via è dedicata alla piccola Sole nata a giugno di quest’anno.
Sono stati utilizzati 5 spit lungo i tiri (2 nel secondo tiro e 3 nell’ultimo) oltre a quelli per le soste. La via è esposta a sud, per una ripetizione sono quindi da sconsigliare i mesi più caldi dell’estate. La via è molto varia, si alternano placche, fessure e diedri in cui è sempre possibile proteggersi. La seconda lunghezza presenta un bombè non ancora liberato le cui difficoltà si aggirano intorno al 7b, questo breve tratto è però superabile comodamente in AO.

AVVICINAMENTO
Per raggiungere la parte superiore della Parete dei Falchi dove corre la via ci sono due possibilità:
1-Percorrere una delle vie della parte inferiore della Parete dei Falchi (Un tenebroso affare, spigolo degli anarchici etc.)
2- Da Pianchette (Noasca-vecchia strada per Ceresole) seguire la mulattiera che parte a destra della Piramide e si introduce nel Vallone del Roc. Risalirla per circa 20 minuti ed abbandonarla in corrispondenza di una dorsale sulla sinistra (omini). Risalire la dorsale fino ad incontrare una pineta (omini), da questo punto traversare decisamente a sinistra e per ampie cenge raggiungere l’attacco della via (40-45 min).

RELAZIONE
L1: attaccare l’evidente linea di fessure in corrispondenza di un masso incastrato (ribaltamento atletico), proseguire lungo la fessura via via più larga andando a sostare su un comodo terrazzo.
L2: per un esile fessura andare a ribaltarsi sulla placca a destra della sosta, fino a raggiungere una bombè (2 spit) con arrampicata difficile superare questo passo (possibilità A0) e proseguire lungo una bella fessura verso sinistra fino a reperire la sosta.
L3:seguire il fessurone a sinistra della sosta, dopo alcuni metri spostarsi leggermente a destra seguendo sempre una ampia fessura, raggiungere una cengia e individuare la sosta
L4:dalla sosta salire un muretto a sinistra puntando ad un evidente dietro con lama staccata, superarlo e dopo alcuni metri reperire la sosta.
L5: spostarsi a destra e scalare prima ad incastro poi in dulie una bella fessura (1 spit al suo termine) da qui superare una bella placca (2 spit) e raggiungere la sommità della parete.

DISCESA
3 doppie lungo la via

MATERIALE
Friend fino al 4.5 BD doppie le misure medie, nut, rinvii

lunedì 17 settembre 2012

CALANCQUES SOCLE E CANDELLE - LE TEMPLE E ARETE DE MARSEILLE 320 m D

5/09/2012

Bella giornata in buona compagnia, su una delle vie classiche più belle d'Europa. L'arrampicata è semplice ma mai  banale, la roccia se pur a tratti un po' unta è il solito calcare bianchissimo delle Calancques, che contrasta con l'azzurro del mare e il verde della macchia mediterranea. Temperature elevatissime ma solo noi su entrambe le vie. Concatenando la via con la parete dello Socle della Candelle si riescono a fare oltre 300 metri di via. Consigli a tutti di fare il giro in bucle senza scendere in doppia dallo spigolo ma proseguendo per lo stesso e scendendo dal versante nord per poi ritornare al Col de Sugiton da dove si è partiti.


lunedì 27 agosto 2012

PILASTRO ROSSO DEL BROUILARD...A VOLTE SI TORNA INDIETRO

18-19/08/2012

La Bonatti al pilastro Rosso del Brouilard con uscita in vetta al Monte Bianco era uno dei tanti sogni che coltivavo e tenevo chiusi nel cassetto, tutto sembrava perfetto i compagni, la giornata, la via era pulita, un alta pressione mai vista, ma a volte qualcosa non funziona..... Il primo giorno siamo saliti in un unico colpo  all'Eccles, quasi 2.500 metri di dislivello in un ambiente che lascia a bocca aperta, la gamba girava bene, si scherzava durante la salita; arrivati ai bivacchi gli troviamo stracolmi di persone  e sopratutto di sporcizia, un vero schifo causa sopratutto dell'inciviltà di certi alpinisti che scambiano il ricovero per un cassonetto, una vera vergogna! La salità all'Eccles vale già di per se una salita:  ponti di neve su crepacci giganteschi, canali che scaricano, pendii ghiacciati, arrampicata...Al bivacco mangiamo qualcosina e diamo un'ultima occhiata alle relazioni, insomma tutto perfetto mi sento in gran forma, quando però mi metto in branda o meglio mi incastro sul fondo del bivacco tra immondizia acqua e schifezze varie, inizia il calvario, non riesco a prendere sonno, una nausea continua, e un po' di febbre non mi fanno dormire un minuto, la mattina proprio non me la sento di partire per il viaggio che ci siamo prefissati e che dopo un bivacco sulla vetta del pilastro ci avrebbe portati in punta a sua maestà il Bianco. Con gran rammarico facciamo marcia indietro. E' la prima volta che mi capita di fare una rinuncia così grande in montagna, ma quella mattina il motore proprio non partiva, non riuscivo ad accendere l'interruttore. Mi spiace sopratutto per i compagni di salita, averli fatti salire  fin li per non concludere nulla, avrebbero avuto la possibilità di salire ed io di scendere con un'altra cordata ma non lo hanno fatto, "si parte e si torna insieme" così mi han detto. Quando scendevo mi sono venute in mente le parole di Erri De Luca " L'alpinismo è un'arte della fuga. La devi decidere e realizzare come una vittoria, proprio quando più brucia la rinuncia. È un esercizio di umiltà". Fortunatamente il Pilastro Rosso, così come il Pilone Centrale, l'Innominta e tutte le salite mitiche di quell'angolo di Monte Bianco sono sempre lì ad aspettarci per nuove avventure.